Codice Internet

Sono portato a pensare, che il crollo di tutta l'economia virtuale, possa diventare una opportunità, per riportare di nuovo la produzione al centro dell'azienda. Tutto ciò dovrà passare attraverso una nuova formazione, ad una forte Etica sul lavoro. La futura impresa Etica, prima di tutto dovrà saper vendere fiducia sul mercato, poi anche un prodotto. L'imprenditore per essere Etico, dovrà coinvolgere tutte le risorse umane all'interno dell'azienda, creando quel circolo virtuoso basato sulla fiducia reciproca, dove tutti ne trarranno benefici, comprese le future generazioni.

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Andrea Rui Commento da Andrea Rui su 10 Aprile 2009 a 16:21
La crisi è certamente un'opportunità di crescita, ma non necessariamente per (o soltanto per) coloro che adottano un approccio etico; anzi, è proprio nei momenti di crisi che appaiono gli sciacalli.
L'Etica è principalmente un fatto personale; se ce l'hai, la applichi in tutte le cose che fai, a partire dalle relazioni personali, e quindi anche in quelle con i collaboratori diretti, fino all'ultimo anello della catena commerciale su cui hai influenza.
Ma l'Etica in un mondo di furbi ti pone in una posizione di estrema vulnerabilità, proprio perché in generale si tende ad esporre il fianco a coloro che vogliono approfittare della tua correttezza.
Un approccio etico sta in generale in piedi finché il business è relativamente limitato, e quindi è limitato il numero di persone con cui si collabora, e la quantità di soldi che vengono gestite.
Appena il business cresce, in generale emerge qualcuno che baratta volentieri la propria etica per una maggior quantità di denaro.
E questo significa rapporti incrinati con i collaboratori, ed una gestione finanziaria che tende ad essere sempre meno trasparente e meno orientata al bene generale dell'azienda.
Pertanto, per avere un'azienda che possa fregiarsi di una reale Etica, in generale occorre che il proprietario sia uno solo (padre padrone ...), o che esistano regole e controlli tali da impedire comportamenti scorretti.
In questi anni stanno emergendo nuove certificazioni (SA8000, OHSAS18001, etc.), nonché concetti come il bilancio sociale, etc.
Sono tutte manifestazioni di un mercato malato che cerca di reagire creando i presupposti per difendersi più facilmente dai furbetti.
Il problema è che siamo in Italia, ed anche queste certificazioni tendono ad essere viste ed approcciate come dei semplici 'bollini blu' dietro a cui nascondersi continuando ad operare come prima.
Sarebbe interessante studiare e sviluppare degli indicatori di eticità dell'azienda, indicatori oggettivi, intendo, tali da poter essere pubblicati e confrontati.
Qualcosa di simile al rating dato ai post o ai venditori su Paypal, ma ovviamente oggettivi e non 'taroccabili'.

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